10 aprile 2016 - 12:10

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C'è un grande prato verde dove crescono pastelli

«Se si vuole salvaguardare l'ecosistema occorre puntare alla sensibilità dei più piccoli, attraverso l'oggetto che usano di più per colorare», usa queste parole Francesco Verzeroli, studente della 4aM del Liceo scientifico opzione scienze applicate, per spiegare al "Corriere della Sera" l'idea da cui è nato il prodotto ecologico a cui sta lavorando la sua classe nell'ambito del programma "Green Jobs".

Pastelli a cera, di per sé atossici e realizzati con materiale non inquinante, che hanno nella parte più alta - quella che viene buttata quando sono diventati troppo corti - il seme di un fiore. Così lo scarto di pastello a cera non prenderà la via della pattumiera ma potrà essere piantato in un giardino, dove, col tempo, diventerà un fiore legato al colore dello stesso pastello. Quello blu diventerà un non ti scordar di me, quello viola una violetta, il nero la liquirizia, il giallo il tarassaco e così via.

L'edizione di Bergamo del "Corriere della Sera" di domenica 10 aprile ospita un articolo a firma di Rosanna Scardi dal titolo "Il giardino seminato con i pastelli a cera. L'invenzione (green) della quarta M" in cui è spiegato il progetto a metà tra industria, marketing ed ecologia che la 4aM sta elaborando nell'ambito di "Green Jobs", il percorso di «Formazione all’imprenditorialità in ambito Green» nato dalla partership tra Fondazione CariploJunior Achievement e InVento Innovation Lab, che accompagna gli studenti durante un intero anno scolastico per un totale di 40 ore nella progettazione di una start-up che sposa i valori di innovazione e sostenibilità.

I 27 alunni della 4aM, coordinati dal loro professore di Scienze, Paolo Motta, lavorano due ore a settimana alla loro idea di impresa che produca "pastelli da giardino". Come una vera impresa sono suddivisi per settori: alcuni studiano il piano finanziario, altri si occupano delle risorse umane, altri ancora della produzione, delle vendite, del marketing e della comunicazione. È pronto anche il nome da stampare su etichette e confezioni dei pastelli a cera: "N4ture" (con il 4 che ricorda la classe che ha realizzato il prodotto).

A fine maggio la 4aM parteciperà alla competizione regionale in cui sarà premiata la migliore start-up green. Intanto, ricorda l'articolo, «il progetto potrebbe decollare nel mercato reale». «Stiamo avviando i contatti con il Centro Verde di Caravaggio per la fornitura dei semi, con Crayola e Faber Castell per una partnership», spiega alla giornalista Francesco Verzeroli, che ha il ruolo di amministratore delegato della start-up.

A questo link è possibile leggere l'articolo.